Space Invaders Part 2 by Model Racing

Space Invaders Part 2

SPACE INVADERS PART 2

Il grande seguito di un enorme mito.

Se si parla Space Invaders e di Space Invaders Part 2 non si parla di retrogaming prendendo in causa un titolo marginale, bensì si tratta l’argomento andando subito al dunque con un titolo dei più influenti della storia del videogioco.

Progettato e realizzato da Toshihiro Nishikado, è forse il prodotto più importante della storia videoludica. Uscito nel mercato nel 1978 ebbe un successo letteralmente travolgente. Basti pensare che secondo una stima si pensa che il gioco abbia fatto un incasso totale di ben cinquecento milioni di dollari. Il governo giapponese dovette inoltre incrementare corposamente l’emissione di monete da cento Yen, in quanto il successo del gioco ne decretò la sparizione dalla circolazione, tante erano le persone che vi giocavano giornalmente. Furono anche numerose le sale giochi a lui dedicate che vennero create con decine di unità al fine di permettere alla gente di giocare senza dover fare file troppo lunghe.

L’idea del gioco ed il relativo game play erano semplici ma al tempo stesso non originali in quanto molto simili a quelli dell’elettromeccanico Taito Space Monster. Una serie di alieni, ispirati dal romanzo La guerra dei mondi, attacca la luna con lo scopo di sferrare un successivo attacco alla terra. Il giocatore guida un carro armato il quale, mediante spostamenti laterali, deve abbattere l’esercito alieno evitando le bombe lasciate cadere dai nemici. Man mano che il nemico avanza si avvicina sempre di più a terra. Il gioco termina quando gli alieni arrivano al limite di altezza o quando il giocatore finisce il numero di carri armati a disposizione.

Nishikado raccontò che il primo concept art del gioco raffigurava un’ambientazione bellica, con un esercito umano al posto di quello alieno, ma che l’idea venne ben presto messa da parte in quanto si riteneva che avrebbe potuto mettere in circolazione il messaggio che sparare a delle persone potrebbe essere divertente. Inoltre, lo stesso programmatore, raccontò che il mobile del gioco è stato realizzato con dei disegni rappresentanti dei mostri in quanto l’artista ingaggiato per crearne la grafica esterna non era stato messo minimamente al corrente a riguardo di ciò che sarebbe poi stato rappresentato nel gioco. Di fatto questi invasori spaziali non vengono mai fisicamente rappresentati.

Curiosità sulla realizzazione.

L’hardware di Space Invaders e di Space Invaders Part 2 vede l’utilizzo di grafica monocromatica su monitor di tipo CRT. Questa scelta fu dettata da un problema economico, visto e considerato che all’epoca realizzare una scheda in grado di muovere degli oggetti colorati richiedeva dell’hardware molto costoso. Venne quindi scelto l’utilizzo di un monitor monocromatico che in alcuni esemplari presentava delle raster bars colorate attaccate al suo vetro in modo da simulare la presenza di aree colorate. Tuttavia non tutti i cabinati di questo gioco presentavano questi adesivi. La realizzazione del set di schede logiche risulto molto difficile ma uno dei suoi lati negativi, la lentezza, venne poi volutamente non corretto. Infatti il gioco aumenta di velocità man mano che le astronavi nemiche sono di meno e questo non fu per una cosa voluta fin dal principio, ma il risultato di un codice non ottimizzato che faceva in modo che il gioco risultasse sempre più veloce man mano che gli oggetti da disegnare diventavano meno numerosi. Nishikado si rese quindi conto che involotariamente aveva creato una regola di gioco che ne incrementava la difficoltà e, di conseguenza, il divertimento.

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Lo Space Invaders Part 2 presente nella collezione del Retrocampus Arcade. Il Bezel montato sopra il monitor purtroppo non è quello giusto in quanto trattasi di quello di Space Invaders.
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Space Invaders Part 2: il side art montato sul lato sinistro.
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Space Invaders Part 2: il side art montato sul lato destro.

L’esemplare in nostro possesso è uno Space Invaders Part 2, il seguito, con un set di schede logiche composto da tre schede, diversamente da Space Invaders che ne aveva solo due.

Si tratta di un mobile creato dalla Model Racing di Montemarciano, quindi di produzione nostrana ma sotto licenza Taito. Questo esemplare non ha le raster bar sul monitor, ma ha la particolarità che l’immagine prodotta dallo stesso viene riflessa da un vetro trasparente posizionato sopra un cartonato raffigurante un’ambientazione lunare. Questo permette di creare un effetto simil 3D molto piacevole.

Specifiche del gioco:

Anno di produzione: 1978

Produttore: Taito

Hardware:

CPU: 1 Intel 8080 2 Mhz

Suono: 1 Texas Instruments SN76477

Risoluzione: monitor 224 x 256

Classe di conversione: NON JAMMA

2 thoughts on “Space Invaders Part 2 by Model Racing

  • 16 Ottobre 2016 at 7:55
    Permalink

    Ciao, ho un cabinet identico ma in condizioni non buone, è da restaurare. E’ possibile avere delle foto di questo modello anche dell’interno? Mi potete aiutare ? Grazie

  • 23 Ottobre 2016 at 11:03
    Permalink

    Ciao Gianluca. Certo che si, con la prossima volta che vado in laboratorio vedrò di fare ed inviarti delle foto dettagliate.

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